Monthly Archives: giugno 2014

gli occhiali di Piero su…

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501419ANNIVERSARI. Porcheddu, Governo, Pd, ancora F35, Salvador Allende. Su Aladinpensiero un anno fa.
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FOUCAULT
E’ un peccato che Foucault sia morto giovane. Oggi avrebbe 87 anni, un età più che possibile, e se avesse vissuto questi ultimi trent’anni dopo la sua morte avrebbe potuto aggiungere un sostanzioso capitolo alla sua Storia della follia.

CONOSCI TE STESSO
Una delle grandi prescrizioni dei saggi dell’antica grecia.
Bisognava arrangiarsi allora. Oggi invece ci si offrono tanti sistemi:
Di che segno sei?
Che animale sei?
Che uccello sei?
Che divinità antica sei?
Che figura mitologica sei?
Amleto aggiungerebbe: sei o non sei?
E a Stampace con orgoglio: seu o no seu? Castia a biri tui!
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Renzi, Prandelli, Marco Polo, 80 euro, la Cina, Buffon, Mose, ladroni, evasori fiscali, le riforme, Europa, arresti domiciliari, servizi sociali, Bilderberg, all’insaputa, consiglieri, saggi, F35, nucleare, acqua pubblica, Costituzione, 10 giorni, 100 giorni, 1000 giorni, 24mila baci, 7 milioni di poveri…
extraterrestre, portami via…

Oggi giovedì 26 giugno 2014

ape-innovativaLogo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413

Università della Sardegna – Universidade de Sardigna – University of Sardinia: Massimo Carpinelli eletto Rettore dell’Università di Sassari

CANDIDATI UNISS Massimo Carpinelli eletto nuovo Rettore dell’Università di Sassari. All’insegna del rinnovamento. Che si vada verso la grande Università della Sardegna, nella valorizzazione del grande patrimonio culturale dei due Atenei sardi di Cagliari e di Sassari, nelle forme più adeguate guardando alle esigenze dello sviluppo della scienza, nell’interesse della società, con particolare riferimento alla società sarda. Auguri e Buon lavoro di cuore professor Carpinelli!
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Tutti i dati delle votazioni, la biografia e le prime dichiarazioni del nuovo Rettore sul sito web Uniss http://www.uniss.it

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GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501419ANNIVERSARI. Su Aladinpensiero un anno fa
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GRANDE CONFUSIONE SOTTO IL CIELO
Mao Tse Tung è nato a Venezia.
Matteo Ricci è nato in Cina e morto a Macerata.
Renzi si è dimesso dopo la brutta figura.
Prandelli ha chiesto mille giorni per riportare l’Italia al meglio.
Marco Polo è nato a Iglesias (ma di questo un’altra volta…).

L’ALTRA EUROPA con TSIPRAS – VERSO un SOGGETTO POLITICO NUOVO della SINISTRA. Oggi assemblea a Cagliari

Tsipars ass caL’ALTRA EUROPA con TSIPRAS – VERSO un SOGGETTO POLITICO NUOVO della SINISTRA – ASSEMBLEA territoriale a CAGLIARI il 25 GIUGNO.
Cagliari, mercoledì 25 giugno 2014
Via Limbara, 27-29 Cagliari (Pirri) – segue –

Oggi mercoledì 25 giugno 2014

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Regional Development: Opportunities, Flaws and Measures

Patrice Braun ft1Il giorno 25 giugno 2014, dalle ore 11 alle ore 13, presso l’aula Magna della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, viale S. Ignazio 74, Cagliari, la prof.ssa Patrice Braun, della Federation University, Australia, terrà un seminario dal titolo:
Regional Development: Opportunities, Flaws and Measures
- Nel riquadro foto di Patrice Braun
- La pagina fb dell’evento
- Segue sintesi argomento seminario

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GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501419UCCISO DOPO LA MORTE
Il 24 giugno 1856 muore a Logulentu il famoso bandito Pietro Cambilargiu, terrore del Logudoro. Si dichiara autore della sua morte il maresciallo Efisio Scaniglia, cagliaritano, al comando di una squadra di carabinieri, in seguito a conflitto a fuoco.
Pare invece che Cambilargiu sia stato ucciso a tradimento da un nipote, bandito con lui, in cambio dell’impunità.
In Corsica, a commento di fatti del genere, esiste un proverbio: Ucciso dopo la morte, come un brigante dalla polizia.

FRANCESCO COSSIGA
Il 24 giugno 1985 Francesco Cossiga viene eletto Presidente della Repubblica Italiana.
Democristiano sassarese, come Antonio Segni, secondo sardo alla Presidenza italiana, dopo essere stato Ministro degli Interni, al tempo della morte di Giorgiana Masi (vedi Aladinpensiero, 6 agosto 2013) e del sequesto Moro.
Nonostante tanto onore non risulta che la Sardegna abbia avuto sorte migliore.

Oggi martedì 24 giugno 2014 San Giovanni

San Giovanni Bomeluzo
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Le politiche della Sardegna verso il Mediterraneo. L’interesse della Sardegna a partecipare alle Euroregioni (o altre entità cooperative similari) del Mediterraneo

Archimed
di Franco Meloni
Ripubblichiamo con alcune precisazioni di carattere giuridico l’articolo del 22 giugno. In particolare viene dato atto della distinzione tra i nuovi strumenti di cooperazione europea, come le macroregioni e le euroregioni, argomenti tuttora da approfondire in tutti gli aspetti. La sostanza dei ragionamenti mantiene inalterata validità. Per la Sardegna si tratta di utilizzare nel miglior modo possibile gli strumenti di cooperazione territoriale disponibili e di partecipare al più vasto dibattito per individuare anche altre forme per perseguire principalmente il benessere della sua comunità (f.m)
ape-innovativa2 Nei giorni scorsi sulla nostra news abbiamo dato rilievo alla notizia dell’approvazione da parte della Commissione Europea della costituzione della Macroregione europea Adriatica-Ionica, per la quale si attende ora l’approvazione finale da parte del Consiglio europeo prevista il prossimo 24 ottobre. Di questa Macroregione non fa parte la Sardegna (1) in quanto la nostra isola è situata nella parte tirrenica del mar Mediterraneo. Ma, allora, perchè siamo così interessati a questa nuova realtà istituzionale? La risposta sta in quello che appare, dai documenti pubblicati, un progetto serio e credibile, che va dandosi un’organizzazione robusta in grado di sostenere un programma ambizioso e, cosa estremamente importante, che raccoglie il consenso e l’impegno di tutte le istituzioni interessate. Al riguardo il coordinatore dell’iniziativa Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, sostiene che la costituzione della Macroregione “è il frutto di un intenso lavoro svolto dalla comunità adriatica e ionica, dalle città, Università, Camere di Commercio e Istituzioni territoriali che hanno trovato a Bruxelles, nel Comitato delle regioni, il luogo per dare forza al loro progetto”. Noi che siamo del parere che una delle ragioni della situazione disastrosa della Sardegna sia imputabile in gran parte alla incapacità delle istituzioni sarde di cooperare per l’attuazione di una buona politica nell’interesse dell’Isola, non possiamo che plaudire alla capacità costruttiva delle diverse Istituzioni coinvolte nel processo di realizzazione di questa Macroregione, la quale per i protagonisti, per il percorso effettuato, per i progetti strategici e così via, costituisce un modello per altre Macroregioni o per altre Entità similari di cui fa parte o potrà far parte la Sardegna. Attualmente la Sardegna non partecipa ad alcuna Macroregione, che ha una propria caratterizzazione normativa europea, ma a un’altra aggregazione cooperativa, molto somigliante denominata Euroregione (su queste nuove Istituzioni occorrerebbero approfondimenti soprattutto di carattere giuridico; intanto si segnala l’ottimo saggio di Laura Berionni “La strategia macroregionale come nuovo strumento di cooperazione territoriale” ). Partecipa infatti alla Euroregione delle Isole, chiamata Archimed, la quale sembra versare in una situazione di precarietà, decisamente lontana dalla vitalità impressa alla Macroregione Adriatica-Ionica. Forse la causa della inconsistenza di Archimed sta nel suo vizio originario di un nuovo soggetto nato senza grande coinvolgimento istituzionale e sociale, che “si aggiunge” a tanti altri quasi una nuova bottega di generi alimentari in una città già ricca di tali esercizi. Che male c’è? Qualche posto di lavoro in più, qualche nuova prebenda per qualche amico, qualche occasione in più di turismo congressuale a spese della collettività, qualche occasione per fare fotografie di gruppo per far finta che qualcosa si fa. La gestione di Ugo Cappellacci della vicenda Archimed da proprio questa sensazione di superficialità e spreco di risorse pubbliche. Di interesse per la Sardegna esiste poi un’altra Euroregione, denominata Alp-Med, che allo stato coinvolge diverse regioni francesi e italiane (2), ma non la Sardegna né la Corsica, anche se sussisterebbe un interesse delle stesse isole, evidenziato dal fatto che ambedue fanno parte di una struttura parallela di associazionismo delle Camere di Commercio della stessa Euroregione, in attesa di un allargamento istituzionale. Peraltro anche l’euroregione Alp-Med sembra allo stato poco attiva, prova ne sia il non aggiornamento del sito web ufficiale gestito dalla regione Piemonte, fermo al 2013).
Perchè siamo così interessati alle Macroregioni europee e alle Euroregioni? Perchè crediamo possano essere utili per la Sardegna. Ci pensiamo da molto tempo. Ma diverse recenti occasioni di dibattito hanno riacuito l’interesse per questa questione. Innanzitutto mi riferisco al dibattito sulla necessità di un nuovo Statuto per la Sardegna. In particolare, trattando di politica di relazioni esterne della Sardegna, che devono avere riconoscimento anche nello Statuto, mi riferisco alle relazioni della Sardegna con il Mediterraneo. L’argomento è stato specificamente oggetto dell’intervento di Pietrino Soddu al Convegno sullo Statuto promosso dalla Fondazione Sardinia, dalla Carta di Zuri e da Sardegna Soprattutto il 9 giugno, con l’ulteriore approfondimento nell’iniziativa del 23 del corrente mese.
Nel citato intervento (non ancora trascritto in atti, ma tuttavia presente in audio/video tra i materiali del Convegno, nel sito web della Fondazione Sardinia) Pietrino Soddu sostiene che la Sardegna fino all’inizio del periodo sabaudo (1720) era saldamente collocata nel contesto Mediterraneo, specificatamente quello del Sud, verso cui intratteneva le sue relazioni più consistenti, sia in termini economici, sia di natura culturale. Gli interessi prevalenti dei nuovi dominatori sabaudi erano invece prevalentemente rivolti al Nord, in particolare alla Lombardia, circostanza che avrebbe, gioco forza, mutato la direzione dello “sguardo” della Sardegna verso il Continente italiano e verso l’Europa continentale, disinteressandosi sostanzialmente del campo passato. Secondo Soddu questa diversa prospettiva ha portato anche notevoli conseguenze positive per la Sardegna, laddove era proprio su quel versante europeo che maggiormente correva il fiume della modernità e del progresso. Oggi non si tratta di abbandonare questa collocazione, quanto di riscoprire e rilanciare l’interesse verso il Mediterraneo, nel suo complesso, e verso il Mediterraneo del Sud. Come fare? Soddu non lo ha detto, confessando di non avere idee al riguardo, se non la certezza della strada da compiere. Per questo occorre superare le incertezze e perfino le paure legate all’ancestrale timore de “su moru, che viene a rapirci le nostre donne e ad impadronirsi delle nostre risorse materiali”. I nuovi mori oggi hanno precise sembianze: sono soprattutto (e non solo) gli emiri arabi, interessati al comprarsi la Sardegna. Tutto ciò non deve portare ad un atteggiamento di chiusura, quanto piuttosto di apertura, di scambi paritari, consentiti nella misura in cui abbiamo una buona classe dirigente, espressa dalla maggioranza dei “sardi padroni in casa propria” e rafforzati sempre più nella loro identità. Ecco la migliore garanzia perchè non si venda la Sardegna a nessuno! L’intervento di Pietrino Soddu si è fermato proprio al punto che forse costituiva una prima risposta al suo interrogativo e insieme auspicio su “Sardegna: che fare verso una politica di interesse, partecipazione e integrazione nell’area mediterranea”, cioè alla seconda parte del settimo principio della Carta di Zuri: «La Sardegna (…) offre amichevole collaborazione alle comunità e alle regioni vicine per formare, a partire dal Mediterraneo, una euroregione per il progresso degli interessi comuni». Un’euroregione, appunto! E perchè, allora, non approfondire gli strumenti che l’Unione Europea mette a disposizione per realizzare concretamente questa opportunità. Sono strumenti utili e adeguati? Parliamo quindi della proposta di mandare avanti seriamente, al contrario di quanto si sia fatto finora, la realizzazione dell’euroregione Archimed, con la partecipazione di tutte le isole del Mediterraneo appartenenti all’Unione Europea, con l’intento di rafforzare una politica di pace, di solidarietà di scambi a tutti i livelli con i paesi del Mediterraneo del Sud, compresi quelli non facenti parte dell’Unione Europea e con i quali esistono già interessanti relazioni, a volte incentivate dalla stessa UE (pensiamo al programma ENPI), che potrebbero estendersi all’interno della specifica politica di favore prevista per la condizione di insularità. Ma, anche per corrispondere alla esigenza prospettata da Soddu che la Sardegna non abbandoni il fronte continentale europeo: non sarebbe utile e opportuno coltivare la piena realizzazione dell’Euroregione Alp-Med, con l’ingresso della Sardegna e della Corsica nella compagine societaria? Temi evidentemente da approfondire, che richiedono innanzitutto una “presa in carico” della Regione e, insieme, uno specifico filone d’impegno per i nostri parlamentari italiani ed europei (peraltro questi ultimi rappresentano già la circoscrizione Sardegna-Sicilia; facciamo dunque di “necessità” virtù). Peraltro, in questa sede, giova apportare un qualche correttivo all’analisi di Pietrino Soddu secondo cui la Sardegna ha abbandonato ogni interesse per il Mediterraneo a far data dal passaggio dalla Spagna al Piemonte. L’interesse per il Mediterraneo infatti se pur sopito è stato sempre coltivato e non mancano le riflessioni politiche e culturali al riguardo. Tra le prime (anch’esse culturali, ma di maggior valenza poltica) ricordiamo quanto scritto recentemente da Federico Francioni in un articolo critico proprio nei confronti del pluricitato intervento di Pietrino Soddu, pubblicato sul sito della Fondazione Sardinia, laddove Francioni ricorda che “(…) l’idea di una Federazione mediterranea – di uno Stato che avrebbe dovuto raggruppare Baleari, Corsica, Sardegna e Sicilia – fu delineata dopo il primo conflitto mondiale” proprio dal PSd’Az . Ma è giusto anche in questa sede ricordare il dibattito e gli interventi di carattere culturale (basti citare per tutti le riflessioni di Giovanni Lilliu) e l’impegno di ricerca delle Università sarde nei paesi dell’Africa mediterranea. Tutto occorre riprendere e rilanciare, perchè non si parte da zero. Anzi! E questo è il nostro e altrui impegno. Certo da rafforzare e estendere, chiamando in causa soprattutto le Istituzioni sarde.
Voglio ora concludere con una proposta operativa, sicuramente riduttiva, ma, a mio parere, importante e immediatamente fattibile.
Il 28 febbraio 2012 fu siglato dal presidente della Camera di Commercio di Cagliari e dal direttore del Dipartimento di Scienze Sociali e Istituzioni dell’Università di Cagliari un “Accordo di collaborazione” tra le due Organizzazioni per l’elaborazione di progetti per rafforzare i rapporti della Sardegna con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, anche come possibile rappresentanza/terminale avanzato della Sardegna verso i paesi del nord Africa, soprattutto attraverso l’associazionismo camerale (Ascame, Insuleur, Alpmed). I progetti elaborati e gestiti congiuntamente si dovevano proporre l’obiettivo di dare concreta attuazione alla normativa di cui all’art. 4 della legge regionale 28 dicembre 2009, n.5, finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna*. Tale legge regionale prevedeva un impegno della Regione così definito: “La Giunta regionale è autorizzata al finanziamento, anche con il concorso di risorse di provenienza statale e comunitaria, di progetti speciali finalizzati:
a) alla definizione di un sistema internazionale e mediterraneo di osservatori per l’intercettazione degli allarmi di crisi economico-sociale e dei settori produttivi o delle prospettive di sviluppo delle attività produttive e dell’occupazione;
b) alla predisposizione e sperimentazione di modelli di intervento per prevenire e scongiurare gli effetti derivanti dallo stato di crisi economico-sociale o per anticipare e cogliere integralmente ogni opportunità di sviluppo dei settori produttivi e dell’occupazione (…)”. A quell’accordo di collaborazione non seguì nulla. La ragione fondamentale, mi dicono, fu (e purtroppo tuttora è, considerato che al riguardo nulla è cambiato) che non si trovò un interlocutore a livello di Esecutivo politico e di organizzazione amministrativa regionale che consentisse di passare dalle parole ai fatti. Insomma, il solito problema di grandi idee (già molto che quelle ci furono) ma miseria di comportamenti e nullismo organizzativo. Non potevamo permettecerlo allora e tanto meno oggi. La proposta è dunque riprendere quell’Accordo, riscriverlo coinvolgendo in dimensioni regionali l’Unioncamere e l’Università della Sardegna, ridefinirne l’ambito, allargandolo, per esempio, al supporto alla realizzazione delle Euregioni, prima tra tutte quella esistente Archimed, di cui, per inciso, di recente è diventato presidente, in virtù della sua carica, Francesco Pigliaru.
Per questo e altro l’imperativo è: muoviamoci!

Note
1) Della Macroregione fanno parte: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Herzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Grecia. In Italia le regioni interessate sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lombardia, Trentino Alto Adige. Come si vede la Sardegna non è interessata a detta macroregione
2) L’Euroregione Alpi Mediterraneo riunisce cinque Regioni francesi e italiane (Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Rodano-Alpi).
3) Dell’Euroregione Archimed fanno parte la Regione Sicilia, la Regione Sardegna, il Govern de les Illes Balears e l’ Agenzia dello Sviluppo Larnaca di Cipro (Larnaca District Development Agency – Cyprus)

Sedotti e acculturati. Un omaggio al pensiero di Placido Cherchi

immagine Cherchi per facebookSedotti e acculturati. Un omaggio al pensiero di Placido Cherchi . Domani, martedì 24 giugno 2014 – h. 15.30 – 17.30. Fondazione Banco di Sardegna, via san Salvatore d’Horta, 2 – Cagliari. La pagina fb dell’evento – segue –

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gbvico ft3GIAMBATTISTA VICO
GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501419 Nasce a Napoli il 23 giugno 1668 Giambattista Vico, filosofo di grande valore, non abbastanza riconosciuto anche perchè non adeguatamente studiato a scuola.
Tutti sanno citare, senza approfondire, la frasetta “corsi e ricorsi storici”, vale a dire gli stadi della civiltà, che però non è una legge della storia, ma solo una possibilità. Ma c’è tanto altro da apprezzare in Vico.
Di famiglia povera, sostanzialmente autodidatta, modesto professore di eloquenza, una vita tormentata da problemi familiari e finanziari.
Il suo pensiero è antitetico all’apriorismo, alla pretesa di poter matematizzare la natura. Si conosce solo ciò di cui si è autori; non esiste un unico metodo di ricerca; fantasia e memoria hanno altrettanto valore che la ragione, senza di esse non ci sarebbe la poesia; nel campo umano non ci sono certezze assolute; Il “cogito ergo sum” ci dà conto di esistere (ma chi ne dubitava?), ma non ci dice nulla su come il pensiero si produce.
Vico muore a Napoli il 23 (o il 20?) gennaio 1744, a 76 anni.
Nell’ultimo periodo della vita aveva subito la perdita della memoria, tanto da non riconoscere I figli, solo in punto di morte riacquistò lucidità e morì recitando un salmo di Davide.
“Si diedero gli stolti dotti a calunniare la verità”.

Francesco Pigliaru presidente dell’Euroregione Archimed. E ora che fa la Regione Sarda?

ArchimedDa pochi giorni il sito web della Euroregione Archimed è stato aggiornato, sostituendo Ugo Cappellacci con Francesco Pigliaru. Una ragione di più per chiedere: “Cosa fa, come funziona (se funziona) l’Euroregione Archimed? Ne abbiamo parlato su Aladinews. Cercate gli approfondimenti,

Est ora – Movè(m)us. La Sardegna verso la sua nuova costituzione. L’appuntamento di oggi lunedì 23 giugno

Statuto inis Fondaz sardiniaEst ora – Movè(m)us, La Sardegna verso la sua nuova costituzione. L’appuntamento di oggi lunedì 23 giugno. Continua il seminario su due temi fondamentali: l’assemblea costituente e il nuovo statuto. Appuntamento nella sala del Palazzo Regio, in piazza Palazzo a Cagliari, lunedì 23 giugno, a partire dalle ore 17,00. Proseguendo negli approfondimenti tematici del seminario del 9 giugno, la Fondazione Sardinia, l’associazione “Carta di Zuri” ed il sito Sardegnasoprattutto organizzano la presentazione dei quattro statuti elaborati da personalità della politica sarda: Lorenzo Palermo (PSd’Az, 1988), Mario Floris (UDS, 2004), Mario Carboni – Piergiorgio Massidda (F. I., 2008), Antonello Cabras (PD, 2010). Seguirà il dibattito assembleare. Nel sito della Fondazione Sardinia, cliccando nelle news, o direttamente cliccando quì, si accede al video della prima giornata ed ai documenti statutari che verranno presentati il 23 giugno.
- In argomento un contributo di Aladinews su La Sardegna e le Euroregioni. — - segue -

Oggi lunedì 23 giugno 2014

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